L’unica arma contro un nemico invisibile

L’unica arma contro un nemico invisibile

In questi giorni di quarantena è sempre più importante trovare la ragione di quello che sta succedendo, per dare alla nostra mente una giustificazione ed orientarla verso una “luce in fondo al tunnel”.

L’unico modo per preservare un certo equilibrio bio-psico-fisico è sfruttare al massimo questa opportunità, tornando in contatto con noi stessi, con i nostri sogni, con le nostre passioni e, dunque, con la nostra creatività.

La creatività è definita dagli psicologi come la capacità di creare qualcosa di nuovo e di utile allo stesso tempo. Questa teoria è assolutamente corretta, ma personalmente credo che la creatività sia qualcosa di più grande, qualcosa che si avvicina alla definizione di creazione libera e senza restrizioni della mente, del corpo e dello spirito, quindi totale.

Nell'antica Grecia e nell'antica Roma la gente non credeva che la creatività venisse dagli esseri umani. Credevano che fosse uno spirito divino che arrivava agli uomini da una fonte lontana e inconoscibile, per ragioni lontane e inconoscibili. I greci chiamavano questi spiriti servitori divini della creatività "demoni".

Socrate era convinto di avere un demone che gli comunicava la saggezza da lontano.

I romani credevano a un concetto molto simile, ma chiamavano questo tipo di spirito creativo disincarnato un genio, una sorta di magica entità divina, che si credeva vivesse letteralmente nei muri di uno studio di artisti e che, uscendo dal muro, in qualche modo, assisteva invisibilmente l'artista favorendo e modellando il loro lavoro.

La creatività, può essere sia innata che appresa, è il risultato naturale del seguire i nostri desideri e le nostre inclinazioni, il nostro entusiasmo, le nostre ispirazioni e passioni.

E’ innata perché nasciamo già con una certa predisposizione per la creatività, ed è essenziale per la nostra sopravvivenza e il l’adattamento all’ambiente in cui viviamo. Il cervello si è evoluto proprio grazie alla risoluzione di problemi in maniera creativa. Tuttavia il modo in cui esprimiamo la nostra creatività, per esempio attraverso la pittura, la scrittura, la recitazione, è sicuramente appresa.

Per essere creativi, dunque, è essenziale aver fatto anche un certo percorso di formazione per quello che si desidera esprimere, in quanto abbiamo una scintilla creativa innata, ma apprendiamo il mezzo attraverso il quale si esprimerà quella creatività naturale.

Vi saluto riportandovi il pensiero della psicoanalista Anna Freud: “Le menti creative riescono a sopravvivere anche ai peggiori sistemi educativi.”

Dott. Gabriele Gandola